giovedì 15 marzo 2012

L'ALBERO E MADRE TERRA

 

L’ALBERO E  MADRE TERRA  (Nessuno è solo e senza amore) –

Piccola favola di Riflessi d’acqua

Riflessi dedica questa sua favola a quanti si sentono soli, perché soli non sono, perché amore non è solo quello di due innamorati, perché l’amore è grande e ha tante forme e la più bella è quella dell’affetto che si dà e si riceve.

“C’era una volta un albero che viveva solitario in un piccolo frammento di terra in mezzo ad uno specchio d’acqua.

Era bellissimo ma su quel pezzettino di terra c’era spazio solamente per lui e lui per sopravvivere doveva spingere le sue radici sempre più giù,  fin quasi al cuore della Madre Terra. Gli altri alberi un po’ ne ammiravano ed invidiavano la bellezza, ma soprattutto lo compativano e nella compassione c’era quasi un piccolissimo, impalpabile velo di disprezzo.

“Guarda quel poveraccio – dicevano continuamente – sempre solo, vive, invecchia e muore senza nessuno accanto, senza nessuno da amare e che lo ami…a che gli serve tanto spreco di bellezza? A che gli serve vivere così? Che se ne fa di un cuore che non ha un altro albero per cui battere? Sarà un cuore indurito e atrofizzato”

L’albero sentiva giorno dopo giorno queste parole portate dal vento e un po’ lo rattristavano…i suoi rami non avevano accanto altri rami da carezzare e stringere, ed il destino che lo aveva fatto nascere su un coriandolo di terra lo aveva condannato ad una vita solitaria. Lacrime di resina e linfa sgorgavano copiose dal suo cuore.

Madre Terra udì il vibrare del pianto dell’albero scuoterne le radici e con voce dolcissima parlò direttamente al cuore di quella rigogliosa pianta. ”Tu non sei solo! Ed il tuo cuore non è arido e solitario…Io lo sento pulsare e battere più forte per ogni nido che i tuoi amici uccellini costruiscono fra i tuoi rami, vedo, alla schiusa delle uova, i tuoi rami amorevolmente e premurosamente protendersi a cullare e proteggere i piccoli appena nati. Vedo con quanto amore offri i tuoi rami fronzuti agli scoiattoli ed agli altri animaletti che vivono con te. Tu li ami tutti e da tutti sei amato…Vedi, albero mio, non esiste soltanto un tipo di amore…amore è affetto, c’è tanto amore nell’amicizia e nella solidarietà che dà senza mai chiedere, amore è dare e darsi, e tu ti dai con generosità a tutti quelli che ti sono accanto…il tuo cuore è vivo e grande e tu non sei solo e mai tu lo sarai.”

Non soltanto l’albero udì la voce della Madre Terra. La sentì l’acqua che aggiunse: “Ti ho visto nascere e crescere e diventare così bello e grande, abbraccio la tua immagine in ogni istante e tu, con la tua ombra, consenti nella calura a tutte le creature che in me vivono di trovar refrigerio. E tu, lo vedo e sento, tendi con dolcezza i tuoi bei rami a carezzarmi… Non te l’ho detto mai quanto ti voglio bene?”

A quelle parole si levò un canto…tutti gli uccellini intonarono la più dolce canzone d’amore che mai avevano cantato…

Lacrime di felicità carezzarono il cuore di quell’albero che si unì al  loro canto con voce di foglie arpeggiate dalle dita gentili di una brezza amica…”

-  ©Riflessi d’acqua -

http://riflessidacqua.altervista.org/?p=128&cpage=1#comment-26

LE STAGIONI DELLA VITA


Un uomo aveva 4 figli. Voleva imparassero a non giudicare le cose velocemente. Così li mandò, uno alla volta, ad osservare un albero molto distante da casa.
Il più grande andò in inverno, il secondo in primavera, il terzo in estate, il più giovane in autunno. Quando tutti furono tornati chiese loro cosa avevano visto. Il grande disse che l’albero era brutto, spoglio e ricurvo. Il secondo disse che era pieno di gemme e promesse di vita. Il terzo non era d’accordo: l’albero era pieno di fiori, profumato e bellissimo, era la cosa più bella che avesse mai visto. Il più piccolo aveva un’opinione ancora diversa: l’albero era carico di frutti e rigoglioso.
L’uomo spiegò ai suoi figli che tutti avevano ragione; infatti avevano osservato solo una stagione della vita dell’albero. Disse loro di non giudicare un albero, o una persona, solo in una stagione e che l’essenza di ciò che una persona è, la gioia, l’amore, la realizzazione che viene dalla vita, possono essere misurate solo alla fine quando tutte le stagioni sono complete.
Se ti arrendi quando è inverno, perderai la speranza che regala la primavera, la bellezza della tua estate, la realizzazione del tuo autunno!!! Morale: Non lasciare che il dolore di una stagione distrugga la gioia di ciò che verrà dopo. Non giudicare la tua vita in una stagione difficile. Persevera nelle difficoltà.. IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE !!!
Patrik Bastianello ♥

http://www.prevenzioneprimaria.it/2012/02/le-stagioni-della-vita/

IL SENSO DELLA VITA

Il senso della vita non è qualcosa in cui ti imbatti per caso, come la soluzione a un enigma
o il premio di una caccia al tesoro.
Il senso della vita è qualcosa che costruisci vivendo:
a partire dalla tua storia,
dai tuoi affetti,
dall’esperienza umana che ti viene trasmessa,
dal tuo talento e dal tuo sapere,
dalle cose in cui credi,
dalle cose e dalle persone che ami, dai valori per cui sei disposto a sacrificare qualcosa.
Gli ingredienti ci sono tutti.
Tu sei l’unico che può fonderli in quel disegno
che sarà la tua vita.
Fà che sia una vita piena di dignità
e di significato per te.
Se sarà così,
allora il bilancio dei successi
e dei fallimenti
sarà secondario.
(John Gardner)

http://www.prevenzioneprimaria.it/2012/02/il-senso-della-vita/

IL CORPO GRIDA


Quello Che La Bocca Tace… La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima. Molte volte…
Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange…
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
… Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.
Mi sembra bello condividere questo messaggio:
LA STRADA PER LA FELICITÀ NON È DRITTA.
Esistono curve chiamate Equivoci
Esistono semafori chiamati Amici,
Luci di precauzione chiamate Famiglia
E tutto si compie se hai:
Un cerchione di risposta chiamato Decisione
Un potente motore chiamato Amore
Una buona assicurazione chiamata Fede
E abbondante combustibile chiamato Pazienza.
Alejandro Jodorowsky
E’ chiaro a questo punto che “Noi siamo quello che pensiamo”.
siamo in grado di “ascoltare” gli sms che ci manda il nostro corpo?
Riusciamo a capirli? Le nostre emozioni influiscono molto sulla nostra salute.
Quindi, non credi che diventi molto importante imparare a “gestire” la nostra mente e le proprie emozioni, invece di cancellare i messaggi, cioè sopprimere solamente i sintomi?
Questo è indispensabile per fare “prevenzione primaria” sulla salute!

http://www.prevenzioneprimaria.it/

giovedì 23 febbraio 2012

CIRCOLO DI LETTURA DEL 30 MARZO 2012


Circolo di lettura


Io amo leggere


Venerdì 30 marzo 2012 alle ore 18.30

presso il Ristorante Pizzeria Il Colle dei Leoni
in Via Salaria Vecchia
Ornaro (Torricella Sabina)

Per  la seconda riunione del 2012 del Circolo abbiamo scelto il libro




Julie & Julia
di Julia Powell

La partecipazione al circolo di lettura è assolutamente gratuita.

Per chi lo desidera segue cena a base di pizza a € 14,00.

Si prega di comunicare la propria adesione a Renata Garutti: 347-5241844 o

sabato 18 febbraio 2012

ULTIMO APPUNTAMENTO CON IL LABIRINTO


ENTRIAMO NEL MONDO MISTERIOSO E ARCAICO DEL LABIRINTO7

Eccoci qui al settimo (sette numero magico) e ultimo appuntamento con il labirinto.
Come promesso questa volta vi parlerò di come usare il labirinto su desktop, vero, portatile, finger.
Percorrere il labirinto significa fare un viaggio dentro noi stessi: si va verso il centro e poi si ritorna al mondo.
Non esiste un modo giusto per percorrerlo. Lo fai quando vuoi: per meditare (una meditazione che coinvolge non solo la mente, ma anche il corpo e lo spirito), per ridurre lo stress (bilanciando il lato destro e quello sinistro del cervello e i centri energetici), per aumentare l’autoconsapevolezza (spesso durante il percorso riesci a trovare nuove prospettive per un problema), per celebrare una ricorrenza per te importante, quando hai bisogno di conforto o devi prendere una decisione, semplicemente per rilassarti e godere di qualche minuto tutto per te.
Per ogni persona è un’esperienza diversa ed è diversa la sensazione che  si prova ogni volta che lo si percorre.
Anche se si può percorre come si vuole vorrei dare qualche consiglio:
-         Soffermati all’entrata, centrati e pensa allo scopo del tuo percorso. Se vuoi puoi giungere le mani, inginocchiarti, chinarti, allargare le braccia, fai quello che ti senti di fare in quel momento
-         Entra e percorri il cammino verso il centro concentrato sul tuo obiettivo, ma aperto all’osservazione di ciò che ti circonda e ricettivo ai messaggi che possono arrivarti
-         Segui i tuoi tempi
-         Se ne hai la possibilità puoi sorpassare le altre persone
-         Giunto al centro soffermati il tempo che vuoi e di nuovo concentrati sul tuo obiettivo (questo è anche il momento in cui potresti avere le risposte che cerchi, ma se non le hai non è importante, rimani concentrato sull’obiettivo)
-         Mentre percorri il labirinto verso l’uscita sentirai che qualcosa è cambiato in te e forse hai avuto ciò che desideravi
-         Torna al mondo con le sensazioni che hai avuto
-         Alla fine rivolgiti verso il labirinto ringraziando e concludi con un gesto o una parola.
Quando si percorre un labirinto unicursale in un giardino consiglio sempre di portare una piccola offerta da lasciare al centro (un fiore, una monetina, un sassolino, quello che si  vuole).
Percorre il labirinto è una grande opportunità che ci regaliamo per riconnetterci con la nostra parte più interiore. E’ un regalo che ci facciamo e che ci piace condividere con gli altri.
Concludo con alcuni siti utili per saperne di più:
Il primo è quello che vi permetterà di avere un vostro finger-labirynth:
Questo è uno dei siti più completi in italiano:
altri due in inglese (oltre a quello del finger):

Renata Garutti

sabato 11 febbraio 2012

RISOTTO CON VERZA ROSSA

A pranzo ho provato anche questa ricetta: buonissima! Ieri al mercato la verza rossa mi aveva intrigato e per il momento vi do questa ricetta che è veramente valida.


Ingredienti per 4
  • Mezza palla di cavolo verza rosso
  • Riso 350g (o più, se volete delle scodellone)
  • Olio extravergine d’oliva
  • 1 cipolla
  • Brodo (io me lo sono fatto vegetale, ma può essere anche di carne)
  • 2 cucchiaini di curry
  • Parmigiano grattato
  • Mezzo bicchiere di vino bianco (facoltativo)
  • 1 o 2  cucchiai di formaggio morbido di capra (quello usato da me ricorda lo stracchino)
Procedimento
Affettate e lavate bene la verza. Scolatela e tritatela finemente.
Preparate il trito di cipolla e soffriggetelo in casseruola per pochi minuti fino ad imbiondirla. Unite la verza e lasciate stufare. Quando si asciuga sfumate col vino bianco. Salate. Dopo un 15 minuti di cottura (se si asciuga troppo unite un po’ d’acqua, poca però) versate il riso, fatelo tostare per un paio di minuti e quindi mettete il brodo.
Fate asciugare a fiamma bassa fino a cottura del riso aggiustando col brodo. Il risotto non deve essere liquido. Poco prima di servire mantecare col parmigiano e il curry.
A parte emulsionate il formaggio di capra con qualche cucchiaio di brodo in modo da ottenere una cremina liquida.
Impiattate il riso versando sopra qualche cucchiaio della cremina di formaggio e decorate con un pochino di curry.
http://www.ciricette.it/2010/01/21/risotto-di-verza-rossa/